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Mercoledì, 3 Maggio 2006

L’INTERVISTA
Orazio Cantiello lascia infuriato la segreteria e i Ds «Il vero manovratore è l'assessore Sonego»
Trentacinque anni, dal 1998 all'interno dei Ds, segretario cittadino da un anno e mezzo. Membro delle segreterie provinciale e regionale e braccio destro di Fabrizio Venier. Orazio Cantiello da ieri mattina non fa più parte dei Ds. Si è dimesso dalla segreteria ed è uscito dal partito. Resterà in consiglio comunale, ma nel gruppo misto. All'opposizione.

Non pensa che questi suoi atteggiamenti possano essere letti come una ripicca personale per non aver avuto la poltrona da assessore?

«In questi giorni ho rifiutato in più occasioni la presidenza della Gea dove l'indennità è di 40 mila euro l'anno. Se avessi voluto una poltrona l'avrei trovata senza problemi. Non vivendo di politica mi ritengo libero e fortunato, cosa che altri non posso dire».

Conficoni e Passoni hanno fatto una scelta diversa...

«Li capisco. La loro posizione era diversa dalla mia. Io ero il segretario, loro sono all'opposizione nel partito. Ritengo che proseguiranno la lotta interna. Gli auguro che non sprechino energie in una battaglia che forse non vale la pena di combattere».

La pregiudiziale nei sui confronti per l'ingresso nell'esecutivo posta da Bolzonello ad un certo punto era caduta. Il sindaco le aveva aperto le porte dell'assessorato...

«Sono stato vicesindaco per una notte. E lo dico perchè lo stesso Bolzonello mi aveva assicurato il posto se il mio nome fosse stato tra la rosa indicata dal partito. In realtà ritengo che le pregiudiziali nei miei confronti non siano mai venute meno, nonostante sia stato determinate per il sindaco in due occasioni fondamentali per lui, come la cessione del Pordenone Calcio con la sponsorizzazione di Sergio Zaia e la chiusura della trattativa politica dell'altra sera per la composizione della nuova giunta. Di tutta risposta il sindaco non si è neppure degnato di telefonarmi per farmi sapere la sua scelta: ero nella rosa dei nomi e poi ero ancora il segretario cittadino».

Perchè il partito non ha ritenuto che Cantiello potesse fare l'assessore?

«Per il fatto che non sono unsignorsì. La mia grave colpa è solo questa. Sia chiaro: se in giunta ci fosse andato Nicola Conficoni non avrei mai sollevato questioni».

A chi avrebbe dovuto rispondere sempre signorsì?

«Il grande manovratore di tutta questa questione e dell'intero partito che come nei film resta sempre nell'ombra, si chiama Lodovico Sonego. Nei Ds, finite le ideologie sono rimasti i gerarchi. Da vent'anni l'assessore regionale ha fatto della politica il suo lavoro, gestisce un gruppo di accoliti che muove a suo consumo. Lui e Bolzonello hanno sempre voluto la stessa cosa: i Ds deboli. Sonego per evitare che qualcuno potesse emergere, il sindaco perchè un partito addomesticato non crea problemi».

Il ruolo del segretario provinciale?

«I furbetti del quartierino esistono anche nei Ds, ma c'è unavittimache si chiama Fabrizio Venier: soffre della sindrome di Stoccolma, ostaggio psicologico dei suoi carcerieri».

Cosa pensa del neo assessore Ennio Martin?

«Il caso appartiene alle miserie della politica. Martin farà l'assessore con il 50\% della direzione contraria, il 75\% del gruppo consiliare contro e non ultimo senza il consenso degli elettori Ds. E se è stato bocciato al voto non è un caso: non c'è una sola iniziativa promossa da lui. L'unica cosa di cui si è preoccupato è stata la poltrona. Bolzonello si è preso in giunta uno "yesman" che ha un grande merito: giocare a calcetto con lui».

Cantiello "saluta" i Ds, ma ora cosa farà?

«In questi giorni ho ricevuto decine di telefonata di solidarietà, ma ho ritenuto di farmi da parte perchè non avrei più le motivazioni per combattere contro un certo modo di fare politica. Meglio sedersi all'opposizione con dignità piuttosto che in giunta in maniera moralmente scorretta».

ldf


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