Nel 1994, Indro Montanelli e Beniamino Placido, furono i conduttori, nonché ideatori di "Eppur si muove", un bellissimo programma andato in onda a partire dal febbraio 1994 su RaiTre: una sorta di viaggio fra vizi e virtù del carattere italiano. Uno di quei programmi che si possono vedere e rivedere senza mai stancarsi e che la dicono lunga di quanto la televisione sia peggiorata in questi ultimi anni. Qui sul tumblog trovate la prima delle due puntate dedicate al tema “Destra o Sinistra?“. Di quella discussione mi piace riportare un passaggio che mi sembra più che mai attuale per interpretare una certa politica di oggi, sia nazionale che locale. Fatemi sapere.
Beniamino Placido chiede a Foa: “Perché la sinistra non è mai andata al governo in Italia?“ (era il 1994 n.d.b.)
Vittorio Foa: “Bisogna vedere se non vi è proprio una qualche "malattia" nella sinistra. Io penso che questa malattia sia non avere una profonda fiducia nel prossimo. Se io chiedo la fiducia della gente, devo avere fiducia nella gente, non devo pensare di essere superiore ad essa, non devo pensare di essere solo quello che deve insegnare, io devo anche imparare. Se io sono un uomo politico, una donna politica, un animale politico, io non sono chiamato ad essere un animale politico per insegnare soltanto, ma anche per imparare. Questo limite noi, probabilmente, l'abbiamo avuto e questo limite dobbiamo cambiarlo. Imparare ad ASCOLTARE, dobbiamo imparare ad ASCOLTARE. L'ascolto a mio giudizio è una categoria umana che va esaltata. La capacità di ascoltare“.
Beniamino Placido: “Cos'è la sinistra per lei?“
Vittorio Foa: “Oggi per me la sinistra, sul piano interno, è riformare questo Stato nel senso che lo Stato serva. L'autorità pubblica, la politica, le strutture, invece di servirsi della gente la servano, e per riformarlo ci vuole razionalità, ma bisogna anche chiedere agli stessi interessati di partecipare a questa riforma. Razionalità, dunque, ma anche partecipazione“.