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domenica 17 febbraio 2008

Conosci questa storia?

Federico E' quella triste di Federico Aldrovandi un ragazo di 18 anni, morto il 25 settembre 2005 in seguito ad un intervento della polizia. L’autopsia non esclude che gli siano stati inferti colpi alle gambe, e non solo. Il tutto, per immobilizzarlo. Ed è proprio questa l’ipotesi che sostiene la Procura di Ferrara. In questi giorni si sta svolgendo il processo che vede i quattro agenti coinvolti in un violenta colluttazione con Federico, accusati di omicidio colposo. I genitori di Federico Aldrovandi, hanno fatto di tutto per fare emergere la verità contro le stesse autorità. Facciamo loro sentire tutta la nostra vicinanza perché la loro battaglia per la verità è anche la nostra, affinché non debbano più accadere tragedie come quella di Federico.

Il bellissimo disegno qui riprodotto che raffigura Federico, è stato realizzato dai ragazzi dell’Istituto d’Arte Dosso Dossi di Ferrara.

venerdì 7 aprile 2006

INSIEME CE LA FAREMO

APPELLO AL VOTO PER CARLO MUCIGNAT

Cordenons è cresciuta, è diventata una città, ma non fornisce, ai suoi abitanti vecchi e nuovi, servizi adeguati alla sua crescita.
Noi vogliamo che Cordenons diventi più bella, più gentile, più solidale.
Noi vogliamo costruire, insieme, una città attenta ai bisogni della persona; vogliamo dare voce a chi gli è stata negata, ai più deboli, ai bambini, agli anziani, ai diversamente abili, a quelli che non ce la fanno, a quelli che vivono con disagio e difficoltà, a questi tanti figli dimenticati dall’arroganza del potere.
Noi vogliamo realizzare, tutti insieme, amministratori e cittadini, attraverso un percorso condiviso, il progetto di una città concorde, accogliente, dove prevalga l’armonia.
Noi vogliamo dare senso alle cose, anche alle piccole cose che fanno grande la vita di una comunità. Vogliamo guardare con fiducia al vicino, e vogliamo scambiarci un buongiorno che sia un vero augurio e non una formalità; vogliamo che un sorriso sia ricambiato da altri cento; vogliamo che in caso di bisogno, non ci sarà bisogno di chiedere; vogliamo andare a letto la sera con l’animo sgombro da pensieri e preoccupazioni. Vogliamo vivere nella speranza e non nella paura.
Noi vogliamo che i bambini vivano in serenità e sicurezza negli spazi della loro città, vogliamo dargli la possibilità che si rechino a scuola o al gioco, da soli, a piedi o in bici, seguendo piste protette.
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Vogliamo ascoltarli, coinvolgerli nei processi decisionali che riguardano la loro vita, la loro istruzione, il loro tempo libero; vogliamo che la loro fantasia colori lo spazio e scandisca il tempo ed il ritmo della nostra città.
Noi vogliamo dare alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi l’opportunità di crescere come cittadini attivi, affidandogli un ruolo da protagonisti nei processi decisionali; vogliamo mettere al servizio della città la loro energia creativa.
Vogliamo che diventino cittadini responsabili, attivandoli nella consulta giovanile, affinché diano il loro contributo prezioso alla crescita civile e morale della città ed affinché vivano la democrazia come una parte importante della loro vita.
Noi vogliamo aprire il palazzo, vogliamo farlo diventare di vetro, vogliamo portare il potere decisionale nelle consulte dei cittadini, vogliamo rendere trasparenti tutti i processi amministrativi, vogliamo una politica mai separata dall’etica, vogliamo affermare il primato della legalità cominciando a dare un buon esempio con uno stile di amministrare rispettoso delle regole e dei bisogni di tutti i cittadini.
Noi vogliamo una democrazia diffusa in tutti i quartieri, in tutte la fasce d’età.
Un giorno la democrazia verrà a bussare alla tua porta, ti inviterà a gettare il telecomando, ad uscire fuori, a parlare con gli altri del NOSTRO futuro, ti inviterà a dare il tuo contributo di idee e di esperienza, perché avremo bisogno dell’esperienza e delle idee di tutti. Ed ascolteremo e rispetteremo le idee di tutti, soprattutto quelle diverse dalle nostre, perché è dal confronto pacato delle idee che nascono i grandi sogni.
Vogliamo che Cordenons diventi un "cantiere" di idee, un laboratorio permanente di elaborazioni e di progetti che ci coinvolga tutti, perché abbiamo, tutti noi, un obiettivo esaltante: progettare e costruire una città viva, attenta, animata dalla passione civile.
Per realizzare tutto questo, impegniamo le nostre intelligenze, le nostre passioni, le nostre idee. Le garanzie che offriamo sono le nostre vite, le nostre mani pulite, la nostra coerenza, la nostra fedeltà ai valori fondanti di una comunità civile.
Per questo, NOI, abbiamo le carte in regola per chiedervi la fiducia, perché nelle nostre liste non ci sono né inquisiti, né pregiudicati, né voltagabbana, né rastrellati dell’ultima ora.

Non vi promettiamo che questo: insieme ce la faremo. Ce la faremo a costruire una città bella, giusta, creativa, rispettosa dell’ambiente, dove i contatti e la comunicazione siano facilitati; una città solidale e compatta che protegge i suoi figli più deboli; una città varia, arricchita da una vivace vita pubblica e culturale; una città ove siano garantiti i diritti di tutti e non i favori per pochi.

INSIEME CE LA FAREMO

domenica 19 marzo 2006

Riflessioni post-incontro sulla Partecipazione

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Sabato, nell'incontro organizzato dai DS, abbiamo parlato di Partecipazione e di Bilancio partecipativo cercando di sottolineare quanto sia importante passare da una democrazia "rappresentativa" ad una democrazia "partecipativa".

Abbiamo ascoltato Rossana Casadio che ci ha portato l'esperienza sulla partecipazione iniziata a Sacile
e che ci potrebbe aiutare a concretizzare metodologicamente la partecipazione, gradualmente ed efficacemente anche a Cordenons. Riuscire a raccogliere in modo ordinato e significativo le priorità "dal basso" nei vari quartieri di Cordenons sarebbe una svolta "rivoluzionaria" rispetto alla situazione attuale.
L'altro relatore, Giovanni Tonutti ci ha introdotto nelle tematiche del Bilancio partecipativo, lanciando alcune interessanti riflessioni (vedi quella della delega alla società civile) anche se magari non è risulato facile ed efficace a tutti.
I partiti sono effettivamente espressione della società civile con compiti di lettura della realtà
ed elaborazione politica (è scritto nella Costituzione), ma in una realtà come quella di Cordenons, dove la cultura partecipativa è storicamente molto bassa, è quantomai importante rilanciare una cultura partecipativa che riparta dalla base!
Arrivederci all'incontro di sabato prossimo 25 marzo, sempre alle ore 17,00 sul tema "La città delle bambine dei bambini, politiche giovanili e aspetti sociali".

sabato 18 marzo 2006

CORDENONS PARTECIPA, CORDENONS SOLIDALE

Taglio del nastro per il primo dei due convegni organizzati dai DS di Cordenons: oggi, 18 marzo 2006, alle 17,00 presso il Centro Culturale A. Moro, quello su "Partecipazione, ovvero la trasparenza della democrazia". Perché parlare di partecipazione e con quali intenti? La risposta può essere sintetizzata nel seguente pensiero del filosofo J.J. Rousseau: "Meglio lo Stato è costituito, e più nell’animo dei cittadini gli affari pubblici prevalgono su quelli privati.[…] In uno Stato ben governato tutti vanno di corsa alle assemblee; sotto un cattivo governo nessuno vuol fare un passo per recarvisi. Perché nessuno si interessa a ciò che vi si fa, o perché si prevede che la volontà generale non vi prevarrà, o perché infine le cure domestiche assorbono completamente. Non appena qualcuno dica degli affari di Stato: che me ne importa?, si può essere sicuri che lo Stato è perduto.”
J.J. Rousseau

giovedì 2 marzo 2006

La beneficenza si può fare, ma in silenzio

Da "Lettere" al Gazzettino del 2 marzo 2006 di Luigi Vidal - ex consigliere comunale DS
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Leggendo la stampa nei giorni scorsi, ho appreso che l'aspirante sindaco Franco Vampa, in caso di elezione, lascerebbe a beneficio del Comune di Cordenons l'indennità di carica. A onor del vero, mi permetto però di ricordare all'amico Vampa due aspetti importanti. In primo luogo mi risulta che la rinuncia a priori dell'indennità di carica non è giuridicamente possibile, ovvero si dovrebbe prima ritirare regolarmente la somma spettante, pagare le relative tasse e poi, con i soldi riscossi, si può fare ciò che si ritiene più opportuno. In secondo luogo voglio ricordare a Vampa e con esso a tutti i cittadini, che nella storia di Cordenons abbiamo già avuto amministratori che hanno retto per anni il Comune senza ricevere alcun compenso (la legge, allora, non lo prevedeva). A questo proposito, ricordo che dal 1945 al 1955 il sindaco Domenico De Benedet, il vice sindaco Renato Turrin, l'assessore Florindo De Anna e gli altri assessori della giunta di sinistra, per integrare la quota destinata alle famiglie indigenti attraverso l'Eca, si autotassavano tirando fuori soldi di tasca propria.
Più avanti negli anni 80-90 abbiamo avuto altri episodi esemplari di questo genere. I presidenti della Casa di riposo, Dal Maso e Virginia Fabbri Talento, gli amministratori Rodini, Pezzè, Francescut e altri hanno sempre devoluto la loro indennità a favore della Fondazione Casa di riposo. E così potrei continuare con altri significativi esempi che onorano la nostra comunità. Costoro lo hanno fatto sempre con modestia, in punta di piedi senza bisogno di pubblicare sui giornali questi loro esemplari atti di alto valore sociale e morale.