Albericidio
Chi "uccide" gli alberi è avvisato.

Italian-Bahia in Via Martiri
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Chi "uccide" gli alberi è avvisato.
Notizia di oggi (che potrete leggere per intero nel podcast).

Pare che fra i due comuni di Pordenone e Cordenons vi sia una qualche frizione dovuta all'interpretazione delle clausole che regolano la convenzione per la gestione dei rifiuti e che i legali delle parti interpretano a convenienza. Quindi, non rimane che il giudizio di un terzo, il giudice: si apriranno, dunque, le porte del tribunale? Se le cose stanno così, mi chiedo a che cosa serva un contratto e, soprattutto, a che cosa servono gli avvocati. Ma soprattutto, alla fine, chi pagherà? Purtroppo, mi pare già di conoscere la risposta a quest'ultima domanda! Sarebbe bello se, a chi dice le bugie, crescesse il naso come a Pinocchio: potremmo riconoscerlo tutti e magari comprenderlo. Per i contratti, invece, meglio rivolgersi alla Fata Turchina.
Prefazione
Pur non essendo un fan dell'ex procuratore di Mani pulite, Idee per Cordenons dichiara di condividere al cento per cento la posizione di Di Pietro sul provvedimento di indulto preparato dal ministro della Giustizia, sul quale la Camera discute oggi e probabilmente voterà domani con il sostegno di tutti i gruppi del centrosinistra, compresa quella sinistra radicale che spacca il capello in quattro sulla necessità che il governo sia "discontinuo" rispetto alla politica e alla legislazione ereditate da Berlusconi.
Il problema di questo indulto è chiarissimo: il centrosinistra è favorevole all'amnistia ma non riesce ad ottenere la maggioranza qualificata che la legge richiede.
Allora ripiega su un indulto diminuendo di tre anni le pene comminate a tutti i responsabili di reato salvo alcune categorie ritenute di particolare gravità. I reati esclusi dall'indulto sono nel disegno di legge Mastella quelli di natura mafiosa, quelli riguardanti la pedofilia e i reati di terrorismo interno e internazionale. In tutti gli indulti che sono stati approvati in precedenti occasioni (come pure in tutte le precedenti amnistie) sono stati sempre esclusi dai provvedimenti di clemenza i reati di corruzione e di concussione commessi contro la pubblica amministrazione. Invece nel provvedimento Mastella - e per la prima volta nella nostra legislazione - questi reati beneficeranno della clemenza approvata dal Parlamento. Di qui il rifiuto di Di Pietro di votare in favore e di qui anche la nostra concordanza con la sua posizione.
Lettera di Di Pietro al blog di Beppe Grillo

“Caro Beppe,
a pochi mesi dalle elezioni ho deciso di scriverti una lettera che spero tu possa pubblicare sul blog. Domani Unione e Cdl voteranno a favore di una legge, quella sull’indulto, che non era prevista nel programma dell’Unione e che io ritengo del tutto estranea alla volontà degli elettori del centrosinistra. Questa legge, nata per liberare le carceri, è stata estesa ai reati di falso in bilancio, corruzione, reati fiscali e finanziari anche nei confronti della Pubblica amministrazione.
Neppure il governo Berlusconi era arrivato a tanto. E’ un colpo di spugna che viene effettuato nel pieno del periodo estivo. Un atto gravissimo del quale è riportata un’informazione parziale, e spesso strumentale, da parte di giornali e televisioni. Il tuo blog, forse, può darne una diffusione maggiore e soprattutto libera.
Sono profondamente contrario al fatto che l’accordo per l’approvazione dell’indulto si basi su uno scambio politico con Forza Italia, in quanto prevede l’inclusione di reati per i quali vi sono processi e condanne di esponenti, anche di primo piano, della Casa delle Libertà. Se l’indulto passasse così com’è, tutti i fatti di mala amministrazione e di mala attività imprenditoriale, rimarrebbero impuniti. Si tratta di persone colpevoli di reati come tangentopoli, calciopoli, bancopoli. Persone che hanno occupato le indagini delle magistrature e le prime pagine dei giornali in questi ultimi anni.
Io ho scritto ai leader dei partiti dell’Unione per un vertice in cui discutere dell’indulto. Non ho avuto risposta. Nel Consiglio dei ministri dello scorso venerdì ho sottolineato la gravità di questa legge, contraria agli interessi dei cittadini, ma utile alle consorterie dei partiti.
Ho minacciato le dimissioni da ministro nella più totale indifferenza dei colleghi. L’Idv è il quarto partito della coalizione con 25 rappresentanti tra Camera e Senato. La sua uscita dalla coalizione può far cadere il Governo, ma io non mi sento di ritornare alle urne e, forse, di riconsegnare il Paese a Berlusconi.
L’Unione ha posto il veto sui nostri emendamenti per l’esclusione dei reati finanziari, societari e di corruzione dall’indulto. Lunedì e martedì prossimo l’Italia dei Valori farà tutto quello che è in suo potere per rallentare l’approvazione della legge sull’indulto attraverso una serie di emendamenti. L’Italia merita altri politici, altri governi. Non deve essere costretta a scegliere tra il peggio e il meno peggio, come tu spesso dici.
L’Italia dei Valori, da sola non può cambiare, questo Paese. Gli italiani devono fare sentire e forte la loro voce, in tutti i modi legittimi possibili, per evitare un ennesimo passo indietro della democrazia”.
Antonio Di Pietro.

In Italia, come in tutte le altre democrazie contemporanee, i minorenni non hanno alcuna rappresentanza politica. Ma questo come si concilia con il suffragio universale? Siamo di fronte a un difetto di democrazia? E con quali conseguenze economiche e sociali? Nelle democrazie moderne il voto è simbolo del diritto di partecipazione a un dividendo sociale, di cui la spesa pubblica esprime la dimensione monetaria. La partecipazione dei minorenni a tale dividendo, in assenza di voto, è lasciata alla lungimiranza dei partiti politici. Ma se l'orizzonte politico si ferma alla prossima legislatura, i bisogni dei minorenni scivolano fuori dall'agenda politica, dal momento che possono essere trascurati senza un danno immediato. Riprendendo un'idea già formulata in Germania, in Austria e in altre democrazie, l'autore propone di attribuire il diritto di voto fin dalla nascita, delegandolo ai genitori. In questo modo i partiti, fra loro in competizione per il consenso elettorale, avrebbero un sicuro incentivo a tenere conto dei bisogni e delle preferenze dei minori nei loro programmi elettorali o nell'azione di governo.
Una proposta forte, che si richiama al principio "un uomo, un voto" - maschio o femmina, adulto o neonato -, cardine delle tradizioni democratiche.
Leggete l'articolo linkato e indignatevi: credo siano anche queste le battaglie che una sinistra, degna di tale nome, dovrebbe fare!
Link:
l'Unità online -
Io cacciata perchè incinta: è giusto?
- Cronaca.
Da oggi ogni blogger è più libero. Libero di non dire chi gli ha dato una notizia, proprio come ha diritto di fare un giornalista. La notizia viene dagli Stati Uniti e riguarda i blogger americani, ma chissà che anche in Italia...Link: Scene Digitali: La Corte ha deciso: il blogger non riveli la fonte.
Ieri, 18 maggio 2006, è accaduto il primo incidente grave in Via Martiri della Libertà a Cordenons: una ragazzina in bicicletta è stata travolta da un'auto e, dalle prime frammentarie informazioni, le sue condizioni sembrano non essere particolarmente gravi. Diciamo che è andata bene!
<strong>E' stato comunque un incidente annunciato e prossimamente diremo il perché.</strong>
Il comandante dei vigili urbani, Sig. Luca Busetto, era stato messo sull'avviso da un gruppo di persone (circa 140) sulla pericolosità della via, ma lo stesso a distanza di circa un anno e mezzo da quando ha preso servizio nel nostro comune, non si è minimamente degnato di confrontarsi e di prendere sul serio le segnalazioni che erano state presentate al precedente comandante sotto forma di petizione popolare.
<strong>Si tratterà di imperizia o di negligenza?</strong> Chi dovrà "ringraziare" la ragazzina travolta oggi?
Qual'è lo stato delle nostre arterie cittadine e qual'è l'attenzione posta dagli organi preposti?
Oggi parte l'inchiesta di Idee per Cordenons e da chi vorrà dare una mano con i suoi commenti, consigli, segnalazioni, proteste, ecc.
Urge fare una mappa dei tratti stradali diventati particolarmente pericolosi a Cordenons e per i quali pianificare interventi di vigilanza stretta da parte dela Polizia Municipale, migliorie strutturali.
Oltre a questo l'educazione stradale merita un progetto forte legato a quella educazione alla legalità a cui abbiamo dato enfasi in campagna elettorale.
Ecco il post che ero stato costretto a censurare.

«Il fatto non sussiste e pertanto la sentenza di condanna inflitta dai giudici pordenonesi di primo grado dev'essere cancellata», con questa motivazioni i giudici della Corte d'Appello di Trieste, hanno restituito la serenità all'ex sindaco di Cordenons Riccardo Del Pup, al funzionario del Comune Maria Morassut e agli imprenditori della Geos (la ditta che vinse l'appalto che finì nel mirino della Procura pordenonese) Mauro Vagaggini, attuale presidente dell'Atap, Mauro Turrin e Silvano Bianchet. In primo grado quattro indagati, con rito abbreviato, erano stati condannati a 5 mesi e 10 giorni di reclusione, convertiti in sei milioni di lire. Al funzionario Morassut erano stati invece inflitti 4 mesi di reclusione.
Al centro della vicenda giudiziaria, dopo la segnalazione arrivata in Procura dalle minoranze, c'era un controverso appalto per il trasporto pubblico (scuolabus) nel Comune di Cordenons. Le condotte dei cinque indagati - secondo la Procura pordenonese - non sarebbero state corrette e avrebbero messo in evidenza i reati, successivamente contestati, di turbativa d'asta e abuso d'ufficio perché - secondo la ricostruzione della pubblica accusa - avrebbero di fatto favorito una delle ditte che avevano partecipato allo stesso appalto: la Geos di Vagaggini, che riuscì così ad ottenere la commessa. (Fonte Il Gazzettino 10.05.2006)
Lo stato finanzia l'editoria per circa 700 milioni di euro all'anno. Lo sapevate? Poiché in Italia si legge poco (sono 6 milioni i lettori di quotidiani in Italia, lo stesso numero del dopoguerra) e nessun giornale riesce a vivere di sole vendite, nel 1981 fu approvata una legge, pensata proprio per dare sostegno ai giornali di idee, come i giornali di partito, penalizzati dal mercato e non sorretti dalla pubblicità e allegati.
Ma in realtà i giornali considerati di partito oggi in tutto prendono il 5% degli stanziamenti. E allora il restante 95% a chi va? I lettori dei quotidiani non lo sanno, mentre lo sanno bene gli editori, che incassano corposi contributi su spese telefoniche, elettriche e costo della carta.
Una fetta di finanziamenti va poi a una galassia di giornali che hanno ottenuto l'accesso ai finanziamenti grazie alla firma di deputati che hanno dichiarato l'appartenenza della testata a un movimento politico. Come il Giornale d'Italia, 'Organo del movimento unitario pensionati uomini vivi', che gira parte dei suoi contributi alla Lega.
Ma non sono i soli, ci sono anche le Tv locali, per esempio Teleoggi, con i soldi pubblici ha "ringraziato" l'ex ministro Gasparri per l'attenzione dimostrata. Anche Radio Padania e Radio Maria incassano. E anche il quotidiano "Sportsman, Cavalli e Corse".
Incasserà qualcosa anche il nostro Gigi di Meo e la (non) sua Tele Pordenone?
(Report, RAI Tre, 23 aprile 2006)
Notizia fulmine dal TG3 delle 11,35.

E' stato arrestato a Corleone il capo mafia e latitante Bernardo Provenzano
Era latitante dal 1963. E' stato catturato alle porte di Corleone, dove vivevano i familiari. Non si conoscono altri dettagli. La conferma dell'arresto è arrivata dal procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone ed i pm della Dda Prestipino e Marzia Sabella.
Maggiori notizie prossimamente.