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mercoledì 21 maggio 2008

Un'idea (di legge) per l'amministrazione comunale

Young_frankenstein Lino Centazzo, in riferimento al progetto progetto promosso da Bioforest che ha coinvolto un centinaio di ragazzi delle scuole medie di Cordenons assieme ai coetanei delle scuole medie Antonio Rosmini di Pordenone e ai piccoli delle elementari di Roveredo in Piano e che è consistito nel rinvaso di 110 arbusti tra carpini bianchi, frassini, aceri campestri, ontani neri, farnie (o roveri) e ornelli (o frassini minori), dice che rimane ancora da decidere il destino finale delle piantine, negli anni scorsi poste a dimora in uno spazio messo a disposizione da Bioforest.
Mentre le amministrazioni comunali di Roveredo in Piano e Pordenone hanno già provveduto a fornire un'area per mettere a dimora gli alberelli, si attende ancora una soluzione per Cordenons: «Una legge del 1993 (si tratta della LEGGE 29 gennaio 1992, n. 113 - Obbligo per il comune di residenza di porre a dimora un albero per ogni neonato, a seguito della registrazione anagrafica, ndr) - sottolinea inoltre Lino Centazzo, membro del consiglio direttivo di Bioforest - prevede che venga piantato un albero per ogni nuovo nato. Tutti questi ragazzi sono nati dopo il 1993, ma non hanno avuto il loro albero. Per questo sarebbe auspicabile che l'amministrazione (di Cordenons) mettesse a disposizione un'area per dare effettiva attuazione a questa norma».

Del fatto che per ogni bambino nato si sarebbe dovuto piantare un albero e di cosa stava facendo al riguardo un comune come quello di Chions, ne scrissi a suo tempo qui: era il 13 maggio 2006.
Allora, su quel post, il consigliere comunale Gianni Ghiani ebbe a commentare così: “E' certamente una bella idea, utile all'ambiente ed educativa da copiare perchè la città di Cordenons possa essere più bella anche con questi semplici gesti.
Vorrei chiedere al consigliere Ghiani come mai ha cambiato idea (anche su questo), dato che da allora sono trascorsi due anni e di questi “semplici gesti“ non se n'è visto nemmeno uno, tanto che anche Lino Centazzo se n'è accorto, purtroppo per tutti noi e soprattutto per i bambini, ma domani adulti, di Cordenons.

P.S.: siccome la legge parla di "Obbligo per il comune", sarebbe interessante capire perché, come pare, gli amministratori comunali non abbiano applicato una legge dello Stato italiano. Magari il presidente del consiglio comunale, l'avv. Franco Vampa, potrebbe illuminarci nel merito.

venerdì 21 marzo 2008

Il consigliere che vorrei...a piedi

Adesivo E Rossana Casadio, consigliere comunale di Sacile (che come ho già scritto vorrei anche a Cordenons, magari al posto dei molti, troppi senza idee) continua a dare vita al progetto "Pedibus".

Un articolo pubblicato sul Gazzettino ci informa che, da qualche giorno, i percorsi del progetto hanno la loro segnaletica dato che la stessa Rossana, con gli operai del Comune, ha provveduto all'installazione dei cartelli indicanti i punti di raccolta Pedibus con indicato il "canguro" che è il simbolo del adottato dagli oltre 200 bambini dei quattro plessi scolastici che hanno aderito.

Il progetto Pedibus diventa così una realtà ben visibile anche sul territorio che ha accolto l'iniziativa con simpatia ed al quale hanno subito aderito le istituzioni scolastiche tanto che in soli due anni sono oltre 200 gli alunni delle quatro scuole sacilesi, a raggiungere gli istituti a piedi accompagnati da oltre una sessantina di genitori diventati veri e propri "pediautisti".

martedì 4 marzo 2008

Il consigliere che vorrei...

Consegnacasacche1 Questa è una foto dell'amica Rossana Casadio, consigliere comunale di Sacile, immortalata mentre sta consegnando le casacche ai bambini di Sacile che hanno partecipato al progetto Pedibus (ideato e portato avanti con estrema generosità proprio dalla stessa Rossana).
Questi bambini, nell’anno scolastico 2006/07, andando a scuola a piedi hanno totalizzato ben 12.500 chilometri facendo risparmiare alla città di Sacile (ma anche a tutti noi) due tonnellate di CO2!!!

A me piacerebbe avere un consigliere così anche a Cordenons, perché una persona come Rossana è in grado di cambiare le cose.

Intanto, mentre la valanga Pedibus ha travolto anche Casarsa, penso a chissà quando si potrà realizzare un simile progetto qui a Cordenons dove, chi scrive, fu pure tra i promotori della Città delle bambine e dei bambini, un'idea che però, pare sia rimasta tra le pieghe del programma elettorale dell'attuale maggioranza.

Precisazione: Rossana ci tiene a dire che le casacche sono state donate da una Banca sponsor, grazie al coordinatore dei Pediautisti, Nevio Zorzetto.

venerdì 2 marzo 2007

Annunci

Megafono Leggo le dichiarazioni rilasciate dell'assessore Rodini, e cerco di capire quando verrà realizzato sia il parco per i bambini che il mini-percorso, ma di date non se ne parla. L'assessore afferma che il progetto si realizzerà "se otterrà il finanziamento" e che "dovrebbe trovare spazio" in un "futuro parco giochi". Mi chiedo se non sia più deleterio annunciare progetti che poi magari non si faranno magari per mancanza di fondi, rispetto a darne la notizia quando si sarà certi che si potranno realizzare entro una certa data: che ne dite?

mercoledì 28 febbraio 2007

Superati a sinistra?

Quarto E' quello che viene da pensare subito dopo aver letto la dichiarazione apparsa sui quotidiani di ieri, rilasciata dal segretario della Lega Nord di Cordenons, Mario Ongaro sul tema del "Consiglio comunale dei ragazzi".
Anche se il centro-destra non è senza peccato (non ricordo particolari entusiasmi), e ha fatto poco in tal senso, che ora il centro-sinistra si faccia trovare "come un re nudo" dopo che il programma della Citta delle bambine e dei bambini, è stato uno dei cavalli di battaglia del suo programma elettorale sul quale i DS organizzarono anche uno specifico incontro, è perlomeno curioso. Se qualche cittadino, anche in qualità di esponente politico dell'amministrazione, volesse dire qualcosa di "oggettivo" in merito è come sempre il benvenuto.

venerdì 23 febbraio 2007

La marcia dei cento "pedoncini"

Progetto0603c
Mi pare opportuno e stimolante citare il progetto del PEDIBUS, "La marcia dei cento "pedoncini", in merito alla positiva esperienza, voluta tenacemente dall'amica Rossana Casadio di Sacile, delle bambine e dei bambini che si recano a scuola a piedi.

sabato 25 novembre 2006

Piazza della Vittoria: prima le donne e i bambini

Cattive notizie dai cittadini.
8815098674
Dopo le buona notizia dal Palazzo (vedi il post precedente), emerge un sondaggio (del quale non sono noti i criteri con i quali è stato "confezionato"), dalla cui lettura si evince una certa contrarietà dei cittadini e dei commercianti a pedonalizzare Piazza della Vittoria. Perché, prima di riportare i pareri delle categorie interessate, non si ascoltano le mamme, le bambine e bambini di questa città? Sono certo che i risultati sarebbero completamente diversi. E' vero che i minorenni non hanno alcuna rappresentanza politica. Ma questo come si concilia con il suffragio universale? Siamo di fronte a un difetto di democrazia? E con quali conseguenze economiche e sociali? Nelle democrazie moderne il voto è simbolo del diritto di partecipazione a un dividendo sociale, di cui la spesa pubblica esprime la dimensione monetaria. La partecipazione dei minorenni a tale dividendo, in assenza di voto, è lasciata alla lungimiranza dei partiti politici. Ma se l'orizzonte politico si ferma alla prossima legislatura, i bisogni dei minorenni scivolano fuori dall'agenda politica, dal momento che possono essere trascurati senza un danno immediato. Ai nostri amministratori e cittadini tutti consiglierei la lettura del libro qui a fianco in cui l'autore, riprendendo un'idea già formulata in Germania, in Austria e in altre democrazie, propone di attribuire il diritto di voto fin dalla nascita, delegandolo ai genitori. In questo modo i partiti, fra loro in competizione per il consenso elettorale, avrebbero un sicuro incentivo a tenere conto dei bisogni e delle preferenze dei minori nei loro programmi elettorali o nell'azione di governo. Una proposta forte, che si richiama al principio "un uomo, un voto" - maschio o femmina, adulto o neonato -, cardine delle tradizioni democratiche.

Nota: sarei dell'avviso di procedere senza indugio nella realizzazione del programma della coalizione di centro-sinistra che prevede proprio una città più bella, più vivibile e a dimensione di bambino e, dunque, di uomo.

martedì 21 novembre 2006

Il Treno a pedali

Piede_neonato
Qualche giorno fa in una trasmissione di Radio Rai regionale del FVG si parlava di traffico e mobilità e, tra gli interventi di spicco segnalo quello dell'arch Francesca Pavan che si occupa di progettazione partecipata con i bambini della città di Pordenone e non solo(quest'anno il progetto si chiama Città vivibile), la quale ha detto "che bisognerebbe agire verso l'educazione dell'automobilista affinché sulla strada vi sia pari dignità degli utenti della strada (bambini, pedoni, ciclisti) altrimenti la strada rimarrà sempre monopolio dell'auto."
"I bambini - ha continuato -, chiedono di poter fruire della città, un luogo dal quale gli stessi sono oramai esclusi: non vediamo più i bambini giocare per le strade e nelle piazze. Con il traffico stiamo togliendo autonomia ai bambini e togliere autonomia ai bambini significa essere degli adulti meno consapevoli".

Ma altrettanto interessante è stato l'intervento della presidente dell'associazione puriliese DIDAFA (DIreDAreFAre) di cui l'arch. Pavan fa parte. La dott.ssa Da Giau ha parlato dell'iniziativa del Treno a pedali un'azione educativa nei confronti dei ragazzi e un'azione civile nei confronti del loro paese.
Hanno lanciato un segno: loro sono scesi in strada, adesso aspettano che scendano gli altri. Hanno chiesto delle piccole cose all'amministrazione e si attendono un segno in cambio che dia entusiasmo ai bambini. E allora, amministrazione di Porcia, cosa aspettate?

Un'intervento da ascoltare dalla viva voce dei convenuti collegandovi al Podcast.

lunedì 20 novembre 2006

La città delle bambine e dei bambini: la partecipazione

In previsione del convegno organizzato per giovedì 23 novembre 2006 dall'Ufficio del Tutore Pubblico dei Minori della regione Friuli Venezia Giulia a Trieste, dal titolo:
“Bambini e Adolescenti: il metro umano dello spazio urbano. Sostenibilità, partecipazione e diritti dell’infanzia per lo sviluppo della città”, mi pare opportuno riproporre un post dello scorso 31 marzo. Vignetta_2
Uno strumento fondamentale per ricostruire un ambiente accogliente e disponibile nei confronti dei bambini è CHIEDERE IL LORO CONTRIBUTO, chiamarli a collaborare per un CAMBIAMENTO reale dell'ambiente urbano. La PARTECIPAZIONE dei bambini è utile e vantaggiosa se si realizzano due condizioni fondamentali.
La prima: l'adulto che invita i bambini a partecipare deve essere CONVINTO che i bambini possono dare un contributo reale, essere disposto a tenerne conto e quindi avere effettivamente bisogno del loro aiuto.
La seconda: l'adulto che invita i bambini a partecipare deve essere TITOLARE del potere che partecipa per poter onorare l'impegno assunto.
La scuola può partecipare ai bambini alcuni aspetti della sua organizzazione, così la famiglia per molte decisioni da prendere. La città, attraverso i suoi amministratori può partecipare ai bambini alcune decisioni, a partire da quelle legate alle esigenze infantili come la ristrutturazione di spazi, arredi, ambienti o i problemi della MOBILITA' pedonale. Attraverso le corrette forme di partecipazione i bambini vivono coerenti e importanti esperienze di cittadinanza che contribuiscono al benessere di tutti.

martedì 31 ottobre 2006

La città a dimensione di bambini

Dal sito (www.Infohandicap.org) apprendo questa notizia che porto all'attenzione dei lettori.
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La Regione Friuli Venezia Giulia – Ufficio del Tutore Pubblico dei Minori - organizza per giovedì 23 novembre 2006, dalle ore 8.30 presso il Centro Congressi Stazione Marittima in Trieste, un convegno dal titolo:
“Bambini e Adolescenti: il metro umano dello spazio urbano. Sostenibilità, partecipazione e diritti dell’infanzia per lo sviluppo della città”.
Il seminario, rivolto agli operatori psico-sociali, educatori, esperti del settore, architetti, urbanisti, medici di base e pediatri, intende promuovere la partecipazione attiva di tutti per ripensare in modo nuovo la città e, più in generale, lo spazio urbano a partire dai bimbi.
Per informazioni: tel. 040 3773129/31, e_mail (tutoreminori.ts@regione.fvg.it)