EPURAZIONI

Applicazione della teoria di Stalin (anni 1934-1938), quando ogni forma di opposizione al vertice del Partito comunista e dell'esercito venne annientata. Nessuno, tranne Stalin, era al di sopra dei sospetti dei funzionari della polizia politica (Nkvd). Si attuò l'espulsione di centinaia di migliaia di militanti comunisti e dei vecchi capi bolscevichi mediante grandi processi pubblici che spesso furono l'anticamera della loro eliminazione fisica. Milioni di prigionieri in base a giudizi sommari affrontarono gli orrori dei campi di lavoro siberiani, mentre circa ottocentomila persone furono condannate e uccise con un proiettile alla nuca. La vecchia guardia bolscevica fu eliminata in massa; ugual sorte spettò ai membri dei vari partiti comunisti nazionali rifugiatisi in Urss. In Spagna la polizia di Ezov distrusse i vertici del Poum, il partito filotrozkista catalano, assassinandone il leader Andrés Nin. Le persecuzioni furono funzionali all'affermazione del potere assoluto di Stalin sul partito come sulla polizia politica tanto che, dopo alcuni anni di sanguinose epurazioni, il dittatore georgiano emerse come padrone assoluto dello stato e arbitro delle sue leggi, riducendo a mere funzioni celebrative l'apparato di governo e di partito.










