Le primarie del PD
Ma avete visto le liste per le primarie regionali del Partito Democratico?
Si ripropone il tema delle blindature, così come accadde per le politiche del 2006: infatti, secondo questa logica che potremmo definire antidemocratica, le segreterie dei partiti hanno stilato le liste dei candidati (leggetele bene) e hanno posizionato nei primi posti quelli che "dovranno" essere eletti in barba alla volontà dei cittadini che parteciperanno alle primarie con la vana speranza di poter contare in qualche modo. Lo scandalo, tuttavia, è che tale meccanismo è stato sostenuto proprio da chi, nei vari partiti (DS e Margherita), ha appoggiato il referendum che vuole cambiare la legge elettorale. Come dire, “si parla bene ma si continua a razzolare male“. Finché potranno...






Rispondo a PL dicendogli che farebbe bene a commentare dopo essersi rilassato, magari con una tazza di camomilla, così non confonderebbe le elezioni amministrative, con le politiche (c'è scritto proprio "politiche") dove vigevano invece le liste bloccate. Potrebbe poi avere maggior rispetto per gli ignoranti e su questa parte scomodo Pier Paolo Pasolini per citare un suo pensiero: "le persone che amo di gran lunga di più sono le persone che possibilmente non abbiano neanche fatto la quarta elementare, cioè le persone assolutamente semplici, perché la cultura piccolo borghese è un qualcosa che porta sempre alla corruzione e alla impurezza, mentre un analfabeta, uno che abbia fatto qualche anno di elementari ha sempre una certa grazia che poi va perduta attraverso la cultura (piccolo borghese)".
Detto questo, credo che la migliore risposta alla parte politica del mio post, possa venire proprio da uno dei candidati al PD della nostra regione, Francesco Russo, il quale in suo post http://www.francescorusso.it/2007/07/30/primarie-in-pillole-politichese/ ha scritto:
"Liste bloccate: è il principio secondo il quale l’elettore non può esprimere una preferenza per il suo candidato ma può votare soltanto la lista. L’ordine dei candidati all’interno della lista viene deciso a tavolino; la scelta dell’elettore è quindi vincolata e veicolata da chi ha presentato la lista stessa. (È un principio ben poco democratico, ma tuttavia presente anche nell’attuale legge elettorale, il famoso “porcellum”)".
E mi pare che non occorra aggiungere altro: serve solo aprire gli occhi e le orecchie. Sempre che lo si voglia.
Scritto da: Maigret | 05 ottobre 2007 at 01:23
ma come si fa a paragonare le elezioni amministrative con le primarie. Chi pensavi che facesse le liste di un partito? la società civile? l'associazione degli alpini? o dovevano fare le primarie sulle liste dell'anagrafe?
Quelli che una volta si lamentavano al bar mi davano fastidio ma li reputavo ignoranti, quelli che si lamentano sul web adesso non hanno quella scusante.
Scritto da: pl | 03 ottobre 2007 at 17:59
L’unica cosa che viene pubblicizzata dai principali media non è certo l’importanza o comunque le caratteristiche dell’Assemblea che sarà nominata (non riesco a dire eletta) tramite le Primarie. Vorrei proprio sapere quanti di quei 4 mln di persone che hanno votato alle ultime primarie sanno cosa potrebbe significare il proprio voto, con quale metodo saranno nominati (non eletti) i componenti dell’Assemblea. Nei tg nazionali si vede soprattutto cronaca nera e bisbiglii politici. Nessuna parola sulle liste, sull’assemblea
E così le blindature passano sottotono, nemmeno l’opposizione lo fa notare (guarda caso). E io che avrei voluto votare per Rosy Bindi, l’unica candidata di sinistra…
Scritto da: alberto | 02 ottobre 2007 at 17:41
E' proprio per questo che trovo stonate l'invito alla "partecipazione" che proviene dalle file del PD: quante volte è stata usata questa parola deludendo poi di fatto non solo l'elettorato, ma anche le persone comuni che volevano solo poter decidere assieme, senza alcuna ambizione di un posto in prima fila.
Scritto da: Mauro | 02 ottobre 2007 at 13:28
Caro Mauro, nella formazione delle liste e per il metodo scelto - liste bloccate - il Pd contraddice nei fatti ciò che i suoi leader vanno dichiarando. Lo stesso Veltroni è stato scelto grazie ad un accordo di vertice, in sostanza il via libera di Fassino, D'Alema e Rutelli, i suoi veri concorrenti. I maggiori gruppi economici, attraverso i loro organi d'informazione, stanno facendo da grancassa al tutto. Con questo quadro c'è ancora qualcuno che vuole sostenere che nel Pd si vuole portare la migliore tradizione del Pci-Pds-Ds?
Scritto da: Gaetano Toro | 02 ottobre 2007 at 10:09