Come sempre in ritardo, anche questo mese è stata recapitata la pubblicazione n.18/2008 de "In Comune" e, come sempre, ci troviamo l'editoriale di V.S, alias Valter Sist, con il quale è solito lanciare le sue campagne moralizzatrici. In questo numero l'editoriale si intitola "Pagare meno tasse. E poi?", dal quale estrapolo alcuni passaggi.
Il primo: “La campagna elettorale è da poco terminata. Le promesse fatte si pensa e si spera vengano ora mantenute“. Giusto, ma Sist dovrebbe prima di tutto chiedersi se questa amministrazione, a distanza oramai di due anni dal suo insediamento, abbia o meno mantenuto le proprie promesse elettorali. Per agevolargli la risposta, gli consiglio di prendere il programma elettorale e di spuntarne le varie sezioni mano a mano che le promesse elettorali appaiono compiute. Come dice? E' difficile trovare qualcosa da spuntare? Dai, non è possibile che in due anni l'amministrazione abbia prodotto così poco: cerchi meglio.
Il secondo: “Ma un'altra possibilità potrebbe essere quella di un controllo più attento della spesa. L'amministratore pubblico quello che opera a Roma come quello che è stato eletto a Cordenons, deve preoccuparsi non solo di spendere ma di spendere con attenzione“ (anche per rispetto di quelli che, sempre come scrive Sist, faticano ad arrivare a fine mese). Cioè Sist auspica che gli amministratori pubblici stiano attenti alle spese: bene. Ma lui si è mai chiesto quanto costa ogni anno la rivista comunale dalla quale ogni mese lui (che immaginiamo essere il direttore ombra), la redazione e gli altri collaboratori ci deliziano con i loro articoli senza i quali, diciamolo pure, la nostra vita sarebbe più povera e triste?
Ma stiamo sul pezzo. L'editoriale in questione si chiude quindi con un richiamo ai diritti dei bambini (diritti sempre in astratto). Allora ne propongo uno molto pratico. Quando i bimbi devono essere trasportati con lo scuolabus, vorrei che questo fosse allestito sulla base delle stesse norme di sicurezza richieste per lo spostamento con le auto private: vedi qui. Quanti scuolabus con queste caratteristiche potremmo comperare risparmiando il costo della rivista per i prossimi tre anni? Mezzo? Uno? Due? Non lo sò, ma sò che se così non sarà, dovremmo concludere che, per i nostri amministratori, la rivista è più importante della sicurezza dei nostri bambini e questo sì è profondamente immorale!
PS: come paladino, comunque, preferisco Zorro, almeno mi faceva sognare...